
Sul numero di aprile 2014 di Altreconomia un approfondimento sulla Banca europea d’investimenti. La BEI – che è pubblica – nel 2013 ha erogato finanziamenti per oltre 10 miliardi di euro all’Italia. Spesso, a favore di progetti controversi.
“La banca in più ha sede a Lussemburgo, e si chiama European Investment Bank. Nel corso del 2013 ha impegnato oltre 64 miliardi di euro, destinando all’Italia finanziamenti per oltre 10,3 miliardi di euro, pari al 14,5% del totale”. Comincia così l’’approfondimento che la rivista Altreconomia ha scelto di dedicare alla Banca europea d’investimenti (BEI), in vista delle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo.
La BEI, infatti, è una banca pubblica, i cui azionisti sono i 28 Paesi dell’Unione europea, e Parlamento, Commissione e Consiglio d’Europa ne indirizzano l’azione, poiché i macro-obiettivi -e quindi gli ambiti d’intervento della Banca- non possono discostarsi dalle politiche comunitarie. Per cambiare la BEI, insomma, va cambiata l’Europa: altrimenti, come spiega l’articolo di Luca Martinelli – pubblicato sul numero di aprile della rivista, che è in vendita nelle botteghe di commercio equo e solidale e qui in formato PDF -, la BEI continuerà a finanziare operazione controverse, come il rigassificatore offshore a 22 chilometri dalla costa di Livorno, un impianto oggi completato ma fermo, di cui Re:Common si è occupata nel rapporto “In gas we trust”, o le autostrade lombarde in costruzione in vista dell’Expo, dalla direttissima Brescia-Milano (BreBeMi) alla Tangenziale Est esterna di Milano (entrambi i “progetti” hanno ricevuto 700 milioni di euro nel corso del 2013 e nei primi mesi del 2014).
Un’infografica evidenzia come l’Italia sia il principale beneficiario dei prestiti BEI nel periodo tra gennaio 2013 e 2014, e una mappa del nostro Paese mostra gli interventi finanziati dalla Banca europea degli investimenti, dal Mo.Se. di Venezia alle trivellazioni made in Eni e Edison.
Nell’articolo anche nomi e cognomi degli italiani al vertice di BEI. C’è anche quello di Franco Passacantando: siede nel consiglio dei Direttori esecutivi della Banca, ma anche nel cda di Impregilo-Salini, la prima imprese italiana nel settore delle costruzioni.