
È una delle tante storie di resistenza che si incontrano in Grecia in questi anni travagliati. È la storia degli ex dipendenti di una fabbrica, la Vio.Me., che si sono auto-organizzati e hanno riaperto lo stabilimento che prima produceva cementi, solventi e collanti per l’edilizia e ormai da due anni invece si occupa di detersivi ecologici.
La vicenda ha avuto una vasta eco anche oltre i confini ellenici. Noi di Re:Common siamo stati a Salonicco, dove ha sede la Vio.Me., e abbiamo incontrato le persone che con tanta fatica e passione hanno ripensato il loro lavoro, riorganizzandosi in maniera collettiva. Ne abbiamo scritto e abbiamo prodotto un video perché ci sembrava importante dare voce e rilievo a un progetto del genere.
Ora ci uniamo al grido di allarme lanciato dagli operai della Vio.Me., che rischiano di veder vanificati tutti i loro sforzi. Gli ex proprietari della fabbrica, gli esponenti della famiglia Filipou, si sono rifatti vivi dopo aver abbandonato tutto quattro anni fa, quando lasciarono debiti insoluti per milioni di euro nei confronti dei loro dipendenti.
Inizialmente erano stati condannati a 10 anni per bancarotta e per il mancato pagamento dei salari, ma già in appello la loro pena è stata ridotta di ben oltre la metà. Pena che è stata poi sospesa, il che rende molto difficile, se non impossibile, il pagamento delle somme dovute. Intanto è prevista per il 23 marzo l’udienza in cui sarà data una risposta alla richiesta del commissario liquidatore di vendere i macchinari e la fabbrica stessa. Se la corte dovesse dare il suo assenso, il futuro della Vio.Me. Sarebbe segnato.
Per questo gli operai hanno già organizzato una prima mobilitazione nel centro di Salonicco per il 20 marzo, anche con vendita diretta dei prodotti della “nuova” Vio.Me., mentre il 23 è in programma un sit in davanti alla sede del tribunale. “Qualsiasi sarà le decisione della corte, noi siamo determinati nel non fare alcun passo indietro e a difendere quanto costruito in questi quattro anni di lavoro collettivo” fanno sapere gli operai, che inoltre denunciano come troppo spesso le autorità giudiziarie in questo lungo periodo di crisi abbiano badato più a garantire gli interessi dei potenti, penalizzando gli strati più deboli della società. Noi non possiamo che fornire tutta la nostra solidarietà e sperare che la Vio.Me. continui a esistere.
Per maggiori info: http://www.viome.org/