
Sembra una barzelletta, invece è tutto vero. Uno degli sponsor principali del prossimo vertice sul clima, in programma a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre prossimi, sarà la BNP Paribas. Ovvero una delle banche che negli ultimi anni ha elargito con più generosità finanziamenti all’industria del carbone. Per la precisione 15 miliardi di euro, circa la metà dei fondi concessi per l’estrazione del più inquinante dei combustibili fossili da tutto il settore creditizio francese.
L’annuncio ufficiale sul ruolo della BNP Paribas alla COP21 ha suscitato le proteste di molte organizzazioni della società civile europea, tra cui la rete BankTrack, che chiedono un immediato ripensamento in merito alla questione.
La BNP non sembra inoltre essere intenzionata a rivedere il suo approccio sul sostegno al carbone. Nella sua recente assemblea degli azionisti il tema è stato pressoché ignorato. Intanto un altra banca francese, il Crédit Agricole, sembra voglia disinvestire dai combustibili fossili.
Val la pena rammentare che, in base alle ricerche condotte da BankTrack, la BNP Paribas è risultata tra i primi dieci istituti di credito “amici del carbone” nel periodo fra il 2010 e il 2013, mentre è stata la stessa banca a riconoscere che solo il 23% del suo “portfolio energetico” è dedicato alle fonti rinnovabili. I combustibili fossili coprono oltre il 60%.
La COP 21, in base a quanto indicato dalla agenzia di stampa AFP, costerà 170 milioni di euro e, oltre alla BNP Paribas, annovererà i seguenti sponsor privati: Engie (in precedenza conosciuta con il nome Gdf Suez), EDF, Air France e Renault Nissan.