UniCredit uscirà dal carbone senza se e senza ma. Vittoria senza precedenti per Re:Common e Greenpeace! 

Grattacielo Unicredit, foto Edoardo Busti, Flickr, CC BY 2.0

In occasione della comunicazione dei risultati del secondo trimestre dell’anno, UniCredit ha annunciato la decisione di adottare una politica che porti progressivamente fino a zero entro il 2028 qualsiasi finanziamento a progetti e società coinvolte nel business del carbone. 

La politica si applicherà all’intero gruppo internazionale e l’intero settore del carbone, inclusi impianti di produzione elettrica e miniere, e alle operazioni in qualsiasi parte del pianeta. 

A settembre la banca pubblicherà i dettagli sull’operalizzazione della sua policy. Con questa decisione UniCredit accoglie in toto le richieste delle associazioni, che dall’aprile 2019 avevano spinto il management della Banca a prendere seriamente la sfida dei cambiamenti climatici e farla finita col carbone al più presto. 

Ciò significa che UniCredit smetterà di finanziare grosse utility tedesche e dei paesi dell’Est Europa che ancora resistono la fine del carbone in barba ad ogni impegno internazionale nella lotta ai cambiamenti climatici e a favore della salute delle popolazioni locali impattate da questi progetti nocivi. 

“La decisione di oggi di UniCredit rappresenta una vittoria importantissima per Re:Common”, ha dichiarato Alessandro Runci, fossil finance campaigner di Re:Common, “La nostra campagna determinata e puntuale ha mosso in pochi mesi una delle principali banche italiane a prendere una leadership a livello internazionale nella lotta ai cambiamenti climatici. Aspettiamo con fiducia la pubblicazione di tutti i dettagli della nuova politica. È giunto il momento che il principale competitor nostrano, ossia Intesa Sanpaolo, che ama fregiarsi dell’appellativo di ‘banca di sistema’, si svegli finalmente dall’incubo dell’economia fossile e si prenda anche le proprie responsabilità prima che sia troppo tardi ed il sistema climatico del pianeta collassi”. 

“La decisione di Unicredit ha un’ importanza enorme per il clima, ed è anche la testimonianza che la mobilitazione della società civile può avere un ruolo decisivo – dichiara Luca Iacoboni, responsabile della campagna energia e clima di Greenpeace Italia – Fino a qualche tempo fa le banche non avevano alcun interesse a disinvestire dai combustibili fossili, oggi invece – soprattutto grazie alla pressione di associazioni, movimenti, e cittadini  – una delle principali banche italiane compie un passo importantissimo. Il carbone è sempre più parte del passato, ed ora è giunto il momento di abbandonare del tutto anche petrolio e gas per contrastare davvero la crisi climatica.”

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