
Il land grabbing, accaparramento di terre in italiano, è un fenomeno sempre più diffuso a livello planetario. Per una manciata di euro a ettaro i Paesi del sud del mondo e dell’Est Europa affittano o vendono giganteschi appezzamenti di terra poi impiegati per una molteplicità di scopi.
Per coltivarli al fine di produrre cibo o agro-combustibili, per far spazio all’industria mineraria, per costruire dighe o altre infrastrutture, per progetti di sviluppo turistico, o semplicemente per assicurarsi un investimento sicuro, visto che la terra, in tempo di crisi, è uno dei beni rifugio per eccellenza.
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