
[di Elena Gerebizza]
La settimana scorsa la Commissione europea ha reso pubblica la lista dei “progetti di interesse comune” che beneficeranno della nuova ondata di finanziamenti tramite la Connecting Europe Facility (CEF). Ovvero l’iniziativa messa in piedi nel 2012 proprio per rilanciare la costruzione di grandi opere – in particolare nel settore dell’energia e dei trasporti– facilitando un coinvolgimento diretto dei mercati finanziari.
Ben 647 milioni di euro stanziati a favore di grandi infrastrutture in buona parte nel settore del gas, alcune già avviate e altre ancora in fase di progettazione. L’Italia è rimasta stranamente a bocca asciutta – e per fortuna, aggiungiamo, vista la resistenza dei territori ai diversi progetti di “interesse comune” che coinvolgono il nostro paese. Tra i progetti che ci interessano “per vicinanza” riemerge il rigassificatore di Krk in Croazia, nell’alto Adriatico e ancora in fase di progettazione, a cui sono stati destinati 4,9 milioni di euro, e uno studio di “monitoraggio ambientale” assegnato alla Turchia per la parte di Corridoio sud che va dalla Turchia al Turkmenistan (e che verso occidente si collega al TAP – Trans Adriatic Pipeline) per cui sono previsti circa 2 milioni di euro.
La scelta dei progetti da includere nella lista è avvenuta anche questa volta a porte semi chiuse, ovvero in una serie di incontri che hanno coinvolto la Commissione, le grandi aziende, i gruppi finanziari e i governi, escludendo il Parlamento europeo, le organizzazioni della società civile, le comunità e le istituzioni che governano i territori coinvolti da questi – o altri – mega progetti, che potrebbero essere interessati da finanziamenti nella prossima tornata attesa per il 2015.
Un processo contestato a diversi livelli nel metodo e nel merito. Perché i soldi della CEF sono risorse pubbliche, che provengono dal budget della Commissione e dalla Banca europea degli Investimenti, e non è accettabile che siano spese per progetti definiti in stanze chiuse, che violano i diritti umani, vanno contro gli interessi dei territori, e in buona parte non servono a niente se non a ingrassare chi usa i mercati per continuare a estrarre ricchezza dai diversi ambiti della nostra vita.
Link: lista dei progetti che saranno finanziati tramite la CEF per il 2014