
[di Luca Manes]
Tutti sanno chi è Richard Snowden, praticamente nessuno ha mai sentito parlare di Antoine Deltour. Eppure senza di lui il recente scandalo denominato Luxleaks – senza molta fantasia, va detto – forse non sarebbe mai scoppiato. LuxLeaks ha svelato l’esistenza di migliaia di accordi fiscali siglati in estrema segretezza dalle autorità lussemburghesi “in favore” di dozzine di multinazionali, per far sì che i proventi accumulati dalle corporation in giro per il mondo venissero trasferiti in località dove queste stesse società non sono attive ma possono godere da immensi vantaggi fiscali.
Tra le loro fonti, il già citato Antoine Deltour. Ex dipendente di una società di consulenza, si è ritrovato tra le mani documenti che dimostravano senza alcuna ombra di dubbio gli estesissimi piani di elusione fiscale, che hanno permesso a ricche multinazionali di “risparmiare” miliardi di euro di tasse. Da quel momento Deltour è divenuto quello che in inglese viene definito un whistleblower, un delatore, dal momento che il materiale che aveva raccolto è stato usato per squarciare il velo su quanto accaduto in Lussemburgo. Proprio nel granducato Deltour rischia però di finire in prigione. È paradossale, oseremmo dire kafkiano, ma è attualmente sotto processo e, se dichiarato colpevole per la divulgazione di documenti “sensibili”, oltre al carcere potrebbe vedersi comminata una sanzione pecuniaria molto corposa. Oltre il danno, la beffa.In favore del delatore, di nazionalità francese, si sono attivate varie organizzazioni della società civile europee, mentre è online un sito in cui si ricostruisce più nel dettaglio la sua vicenda e dove si può manifestare sostegno nei suoi confronti – https://support-antoine.org/en/#luxleaks.
In Lussemburgo, intanto, si prefigurano cambi alla legislazione attuale, all’insegna della maggior trasparenza evocata da più parti, a cominciare dalla stessa Commissione europea e dal G20, che in questo senso si è espresso durante il suo ultimo vertice dei capi di stato e di governo tenutosi a Brisbane alla fine del 2014. Per scardinare il sistema dei paradisi fiscali la strada da fare è ancora tanta, ma è grazie a persone come Deltour che man mano tante scomode verità stanno finalmente venendo a galla. Quindi sosteniamo tutti Antoine!