Intesa Sanpaolo finanzia il carbone polacco

Impianto e miniera di carbone di Bełchatów, Polonia, 2017. Foto Re:Common

C’è anche Intesa Sanpaolo tra le banche europee che hanno concesso un prestito di circa 950 milioni di euro alla PGE (Polska Grupa Energetyczna), la più grande azienda di servizi pubblici polacca e uno dei principali inquinatori europei in quanto molto attiva nel comparto carbonifero.

Il consorzio di istituti di credito è inoltre composto dalla giapponese MUFG Bank, dalla spagnola Santander e dalla polacca Powszechna Kasa Oszczędności Bank.

Il prestito permetterà alla PGE, già dipendente al 91 per cento dal carbone per la produzione totale di energia, di procedere con l’ammodernamento di centrali esistenti per conformarsi alle nuove norme UE in materia di inquinamento, nonché di investire in altre tre nuove unità a carbone.

Già nota per la centrale elettrica a lignite di Bełchatów, la più inquinante d’Europa, la PGE ha iniziato l’ampliamento degli impianti di Opole e Turów, che potrebbero funzionare per i prossimi 30-40 anni e fornire fino a 2,3 gigawatt di potenza.

“È estremamente deludente vedere banche internazionali che incoraggiano fortemente il più grande inquinatore polacco a continuare a impestare l’aria. Nel 2017, le emissioni di anidride carbonica della PGE sono aumentate del 6,3 per cento” ha affermato Kuba Gogolewski, esponente della rete polacca Development YES – Open-Pit Mines NO.

“Nonostante notiamo crescenti segnali positivi da parte degli istituti di credito, che stanno infatti sempre più spesso uscendo dal finanziamento del carbone a causa dei rischi finanziari e reputazionali, dobbiamo anche constatare che l’industria carboniera polacca continua a esercitare una strana influenza sui banchieri” ha aggiunto Gogolewski.

Tra i finanziatori internazionali coinvolti in questo nuovo accordo di prestito concesso a PGE, Intesa Sanpaolo e Santander sono due delle banche europee meno progressiste in termini di restrizioni al finanziamento del carbone introdotte negli ultimi anni.

“Con questa decisione di sostenere l’espansione dell’attività carbonifera di PGE, Intesa San Paolo si sta dimostrando una delle banche europee più irresponsabili per quanto riguarda il finanziamento dei combustibili fossili” ha commentato Alessandro Runci di Re:Common. “Il denaro che Intesa ha prestato a PGE causerà ancora più danni alle persone e al nostro clima, e la segretezza che circonda questo accordo dimostra che gli istituti di credito del consorzio ne sono ben consapevoli. La pressione su Intesa San Paolo aumenterà fino a quando la sua dirigenza non smetterà di scommettere contro l’accordo di Parigi” ha concluso Runci.

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