Il Parlamento Europeo approva la regolamentazione delle importazioni dirette di minerali legati a zone di conflitto

photo Sasha Lezhnev/ Enoughproject.org, flickr CC BY-NC-ND 2.0

Il Parlamento europeo ha votato oggi in favore di una regolamentazione per evitare che il commercio di minerali legati a contesti di conflitto (conflict minerals) lungo tutta la filiera. I minerali interessati (Conflict Minerals) sono Stagno (Tin), Tungsteno (Tungsten), Tantalio (Tantalum) e Oro (Gold) definiti anche 3TG.

L’estrazione e il commercio di questi prodotti in paesi come la Repubblica Democratica del Congo o la Colombia spesso sono legati al finanziamento di gruppi armati illegali che violano i diritti umani della popolazione civile.

Dopo il voto del Parlamento, la Commissione deve ora rivedere il regolamento. Le organizzazioni CIR e PowerShift chiedono una regolamentazione efficace nel quadro della campagna europea “Stop Mad Mining”, di cui è parte anche Re:Common. Questo appello è supportato a livello internazionale da numerose organizzazioni della società civile, 140 vescovi, investitori, società di piccole e medie imprese e 44.000 sostenitori di una petizione online.

La campagna “Stop Mad Mining”, che si compone di dodici organizzazioni europee e un’organizzazione salvadoregna, chiede norme in materia di standard ambientali e sociali, compresi i diritti umani, durante l’estrazione di materie prime, nonché una riduzione del consumo vincolante.

Sito web della campagna: http://stop-mad-mining.org


 

 

 

 

 

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