Il libro del mese – Il caso Mattei

Copertina de “Il caso Mattei”

[di Luca Manes]

Proprio in questi giorni è caduto il 56esimo anniversario della morte di Enrico Mattei. Il 26 ottobre del 1962, infatti, l’aereo che portava il fondatore dell’Eni da Catania a Milano cadde nei pressi del paesino di Bascapè, in provincia di Pavia.

Non fu un incidente, come si è sostenuto per decenni. A far esplodere in volo il Morane Saulnier 760 sul quale c’erano Mattei, il pilota Irnerio Bertuzzi e il corrispondente di Time-Life William McHale fu una bomba collocata da una mano ancora sconosciuta, come racconta con una impeccabile e certosina ricostruzione Il caso Mattei, il libro edito da Chiarelettere scritto dalla giornalista Sabrina Pisu e dal magistrato Vincenzo Calia. Ovvero colui che nella metà degli anni Novanta riaprì le indagini sul primo grande mistero dell’Italia repubblicana.

Grazie a una serie di nuovi riscontri resi possibili dai progressi tecnologici intercorsi negli ultimi anni, ma anche al ritrovamento di una perizia dell’officina riparazioni motori dell’aeronautica di Novara condotta sui resti del velivolo poco dopo l’incidente, Calia ha squarciato il velo su due verità. In primis che Mattei era stato assassinato e che in un secondo momento si attivò una fitta maglia depistare e nascondere i fatti, come dimostra la misteriosa sparizione della perizia decisiva o la strana ritrattazione delle interviste rilasciate alla Rai e al Corriere della Sera dall’agricoltore Mario Ronchi, testimone oculare dell’incidente.

Carte alla mano, Calia spiega come numerosi uomini delle forze dell’ordine, dell’Eni e del Sifar, il servizio segreto militare dell’epoca, si siano prodigati per suffragare l’ipotesi dell’incidente. Un ruolo tutt’altro che secondario al proposito è stato svolto dai media. La seconda parte del libro, a cura di Sabrina Pisu, si sofferma in maniera preziosa e illuminante sulle relazioni pericolose tra la stampa e l’Eni, tema affrontato anche da Giuseppe Oddo e Andrea Greco nel loro Lo Stato Parallelo. Di una delle grandi firme del giornalismo italiano, Indro Montanelli, si racconta come fosse stato estensore di numerosi articoli che attaccavano senza pietà la linea aziendale di Mattei, esaltando invece il suo successore Eugenio Cefis. Pazienza se spesso e volentieri le fonti fossero false – per la serie la storia delle fake news nasce da lontano…

Non a caso Cefis, che aveva lasciato (fu allontanato?) dall’Eni nel gennaio del 1962, tornò in auge dopo l’attentato di Bascapé. Di lui si è sempre parlato e scritto molto poco, eppure, come riporta la Pisu, in tanti pensano che dietro la bomba sul Morane Saulnier ci sia lui, così come sempre Cefis è ritenuto il vero capo e ideatore della P2.

Per la verità ci sono stati giornalisti che hanno provato a scoprire come andarono realmente le cose. Mauro Di Mauro durante la ricerca di materiale per il film di Francesco Rosi Il Caso Mattei aveva trovato qualcosa che “farà scoppiare l’Italia”, ma è sparito nel nulla. Uno dei tanti misteri “collaterali” che infarciscono un libro da leggere per capire qualcosa di più di quanto accaduto in decenni chiave per la storia italiana.

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