Il fondo pensione norvegese pone dubbi sull’attività dell’Eni in Nigeria

Inquinamento da petrolio nel Delta del Niger (foto Luca Manes/Re:Common, 2011)


Il fondo pensionistico pubblico della Norvegia ha comunicato di aver messo sotto stretta osservazione i due giganti petroliferi più attivi in Nigeria, l’italiana Eni e l’anglo-olandese Shell,
in relazione ai pesanti impatti delle loro attività estrattive nell’area del delta del Niger. Una vasta fetta del Paese, dove il fenomeno del glas flaring è presente ormai da decenni e gli sversamenti di petrolio sono all’ordine del giorno (l’ultimo è stato segnalato ieri in Ogoniland, l’area del Delta dove l’UNEP delle Nazioni Unite ha svolto le indagini per il suo dirompente rapporto reso pubblico due anni fa).

La Banca centrale norvegese, che gestisce il fondo, ha precisato che intende promuovere il rispetto ambientale nell’area da parte di questi due gruppi. In assenza di progressi le due società potrebbero finire su una sorta di lista nera, che per ragioni etiche proibisce qualunque forma di investimento nelle società elencate.

Il fondo pensionistico ha già fatto sapere che intende uscire dal capitale sociale di cinque società ritenute responsabili di danni all’ambiente o sfruttamento della manodopera minorile. L’Eni, di cui il fondo detiene l’1,87 per cento delle azioni, è quindi avvertita…

Resta aggiornato, iscriviti alla newsletter

Iscrivendoti alla newsletter riceverai aggiornamenti mensili sulle notizie, le attività e gli eventi dell’organizzazione.


    Vai alla pagina sulla privacy

    Sostieni le attività di ReCommon

    Aiutaci a dare voce alle nostre campagne di denuncia

    Sostienici