
Re:Common, insieme ad altre 65 organizzazioni della società civile globale, ha scritto al comitato che presiede l’Associazione degli Equator Principles* per chiedere che le 91 banche più importanti del pianeta aderenti alle linee guida volontarie si impegnino di più nella lotta ai cambiamenti climatici e per la tutela delle popolazioni indigene.
Nella lettera si domanda in maniera esplicita agli istituti di credito di includere un impegno chiaro e preciso nell’accogliere i principi dettati dall’Accordo di Parigi, di non finanziarie nuovi progetti per l’estrazione dei combustibili fossili. Analogamente, le banche dovrebbero riconoscere e rispettare i diritti delle popolazioni indigene non sostenendo finanziariamente grandi opere infrastrutturali che hanno seri impatti negativi sui loro territori e sulle loro vite.
Esempi molto esemplificativi al riguardo sono il Dakota Access Pipeline negli Stati Uniti oppure il progetto idroelettrico di Agua Zarca in Honduras, in cui il ruolo giocato dagli istituti di credito è stato tutt’altro che secondario.
Il 23 ottobre prossimo è in programma a São Paulo, in Brasile, l’appuntamento annuale dell’Associazione degli Equator Principles.
A questo link il testo della lettera in inglese