Generali abbandonerà davvero il carbone in Repubblica Ceca?

[di ReCommon e Greenpeace Italia]

Pochi ambiti si prestano in maniera così esaustiva al detto “il diavolo sta nei dettagli” come quello della finanza fossile, ossia quel settore relativo ad assicurazioni e banche che assicurano ed investono nei settori del carbone, del petrolio e del gas. Ne abbiamo avuto la prova sin dalle prime campagne internazionali che avevano l’obiettivo di spingere banche e compagnie assicurative a prendere le distanze dai combustibili fossili. Non solo per tutelare la salute Pianeta, del clima e delle persone, ma anche per scongiurare possibili crisi sistemiche e l’aumento ulteriore delle disuguaglianze.

foto Zastavme špinavé prachy

Abbiamo già raccontato di come Assicurazioni Generali, principale compagnia assicurativa italiana e tra le realtà leader a livello globale, stia per rendere pubblica la sua nuova “Strategia sul cambiamento climatico”. Un’attesa che portava già con sé molte domande, a cui gli sviluppi degli ultimi giorni ne aggiungono altre.

Il 7 giugno, attivisti per il clima hanno proiettato sulla sede di Generali a Praga gli slogan “Cambiamento climatico assicurato” e “Insure our future, not coal”, per denunciare l’ostinato legame del Leone di Trieste con ČEZ, società carbonifera ceca a controllo statale.

Un’azione di protesta pacifica che si inserisce all’interno di più ampie mobilitazioni, volte a chiedere al governo di fare qualcosa di concreto sul fronte climatico, perché continuare a produrre e bruciare carbone oltre il 2030 vorrebbe dire condannare la Repubblica Ceca – e di conseguenza l’Europa – a un’ingiusta transizione, sia dal punto di vista climatico che occupazionale.

Generali e Vienna Insurance Group (VIG) sono gli ultimi due gruppi assicurativi che non hanno ancora dichiarato come e quando cesseranno di fornire coperture al carbone ceco, tenendo in piedi il business del più inquinante dei combustibili fossili, che senza questo tipo di protezione finanziaria non potrebbe rimanere operativo.

Il 18 giugno è poi arrivata inaspettata la notizia che, a partire dal 1 gennaio 2022, Generali non rinnoverà le coperture assicurative delle centrali a carbone della Repubblica Ceca.

Risulta alquanto curioso che, a pochi giorni dalla pubblicazione della nuova strategia di contrasto al cambiamento climatico, il gruppo assicurativo abbia reso nota questa scelta.

Una mossa da leggere come un’anticipazione dei contenuti complessivi? Oppure si vuole indorare la pillola in merito al contenuto della strategia? Visti i precedenti, è un’ipotesi che non ci sentiamo di scartare. Esiste la possibilità che Generali sia rimasta soddisfatta del “piano di carbonizzazione” di ČEZ, che prevede di produrre ancora il 12,5% di energia dal carbone oltre il 2030, scegliendo così la strada più semplice: chiudere con le centrali in quanto tali, ma tenere le coperture assicurative a livello societario. Motivo? Poter coprire la transizione fossile della società ceca, che sostituirà progressivamente il carbone con il gas, scelta accompagnata dal mantra che esistono forti differenze regionali, di cui occorre tenere conto”. Tutto questo mentre l’Agenzia internazionale dell’energia certifica l’inutilità e l’inopportunità di nuovi investimenti in carbone, petrolio e gas, mostrando come la transizione trainata dal gas sia business as usual sotto altre spoglie.

Ormai mancano pochi giorni e i nostri occhi rimangono bene aperti, sarà Generali stessa a decidere se stare dalla parte di chi vuole favorire una decarbonizzazione reale delle nostre società o continuare a dipingere di verde il suo business nero. E così il nostro futuro.

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