Gas di scisto, la terribile repressione delle comunità romene

Proteste anti fracking in Romania. Foto da http://dorsogna.blogspot.it

Una repressione brutale. Una violenza cieca che ha pochi precedenti nella storia recente della Romania. Oltre quaranta persone picchiate a sangue, un numero imprecisato arrestate, per il solo torto di protestare pacificamente contro un mega progetto di sfruttamento del gas di scisto nei pressi del loro villaggio, Pungesti, nel nord-est della Romania.

I fatti sono accaduti a inizio dicembre, ma se ne è avuto notizia solo nei giorni scorsi, anche grazie a un’interrogazione al Parlamento europeo presentata dall’italiano Andrea Zanoni su sollecitazione di alcune Ong romene. Nell’interrogazione si legge che il progetto, gestito dal gigante petrolifero statunitense Chevron, era stato interrotto a ottobre proprio a seguito dalle decisa opposizione della comunità locale.

Ora la Chevron ha iniziato di nuovo le attività di esplorazione, forte della massiccia presenza della Gendarmeria. La forza di polizia paramilitare ha bloccato le strade a centinaia di metri dal sito interessato dai lavori e ha l’ordine di non permettere l’accesso all’area agli organi di stampa. Di fatto, si apprende scorrendo il testo dell’interrogazione, Pungesti assomiglia a una zona di guerra in cui è stata istituita la legge marziale. Le poco testimoniane reperibili dopo il primo intervento della gendarmeria raccontano di altri atti di violenza, addirittura contro una persona affetta da handicap. Gli abitanti del luogo non possono nemmeno portare i loro capi di bestiame al pascolo. Chi ci ha provato è stato condotto in prigione con modi alquanto spicci.

La comunità di Pungesti ha provato a portare la protesta, sempre non violenta, nelle strade di Bucarest. In risposta ha ricevuto lo stesso trattamento dalle forze dell’ordine. Cariche indiscriminate, botte, arresti senza apparente ragione. Nonostante ciò, gli attivisti hanno occupato un edificio governativo. Ma il livello di repressione delle autorità non sembra avere più limiti, tanto che il Parlamento ha appena passato una norma che inasprisce le pene per il reato di calunnia. Uno strumento molto utile per tappare la bocca ai movimento sociali e ai media. Nonostante ciò, è molto probabile che gli abitanti di Pungesti continueranno lo stesso nella lotta intrapresa. Ne va della loro sopravvivenza.

La tecnica di fratturazione idraulica delle rocce per caverne fuori il gas di scisto, denominato in inglese fracking, è infatti altamente controversa. Il rischio di inquinamento della falda acquifera è molto alto. Purtroppo il fracking, sempre più diffuso in vari angoli del pianeta dove il gas di scisto è presente in abbondanza nel sottosuolo, sta diventando una spiacevole costante per tutto il territorio romeno. Si calcola che il 70 per cento della superficie del paese sia interessata da attività riconducibili a questo tipo di attività estrattiva. L’ultima frontiera della caccia ai combustibili fossili.

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