Assemblea degli Azionisti dell’Eni – Re:Common chiede chiarimenti sul caso Congo, che si fa sempre più caldo

sede Eni a Roma
Sede Eni a Roma, foto Carlo Dojmi di Delupis/Re:Common

Re:Common parteciperà oggi, per l’undicesimo anno consecutivo, all’assemblea degli azionisti dell’ENI in qualità di azionista critico. Insieme a esponenti dell’organizzazione nigeriana Human and Environmental Development Agenda, di quella britannica Global Witness e della Fondazione Finanza Etica.

Quest’anno, per la prima volta interverranno in assemblea degli esponenti della società civile lucana, tra i quali il dottor Giambattista Mele, ex presidente della commissione intercomunale per la Valutazione d’Impatto Sanitario svolta sui comuni di Viggiano e Grumento Nova in merito agli impatti delle attività estrattive dell’Eni negli ultimi due decenni.

Le domande poste prima per iscritto e oralmente durante l’assemblea da parte di Re:Common si concentrano sul “caso Congo”, sul quale al momento stanno indagando i magistrati della Procura di Milano. Ci sono sospetti che l’aggiudicazione del mega giacimento Marine XI nella Repubblica del Congo sia avvenuta tramite l’uso di pratiche corruttive che ricondurrebbero a una società denominata World Natural Resources, dietro la quale si celerebbero persone vicine a ENI e al suo management, secondo quanto ha riportato ieri Il Fatto Quotidiano e di cui ha ampiamente trattato l’Espresso nel suo reportage dello scorso 8 aprile.

Le stesse relazioni annuali dell’ENI rivelano che nell’aprile 2018 la compagnia ha ricevuto notifica dai pubblici ministeri secondo la quale il proprio “Chief Development, Operation and Technology Officer” e un altro non meglio precisato “impiegato ENI” sono sospettati nell’indagine per corruzione in Congo. Il Chief Development, Operation and Technology Officer al momento del decreto di perquisizione eseguita lo scorso 5 aprile nelle sedi dell’ENI di Roma e Milano era Roberto Casula, il cui ruolo nell’operazione OPL 245 in Nigeria è stato messo ripetute volte in discussione da Re:Common e Global Witness durante le ultime assemblea degli azionisti. Per quanto riguarda il secondo dipendente sospettato, al momento l’azienda non ha fornito dettagli. Eppure da fonti stampa è emerso che Roberto Casula è sotto indagine insieme ad altre persone, tutte segnalate da l’Espresso come direttori o ex beneficiari della World Natural Resources, tra cui Maria Paduano, Alexander Haly e Ernst Olufemi Akinmade. Oggi cercheremo di capire se una di queste è anche il secondo dipendente sospettato.

L’ex direttore e attuale beneficiario della società World Natural Resources, Alexander Haly è anche dirigente di Petro-Services, una società di servizi petroliferi attiva in Congo-Brazzaville. Durante l’assemblea del 2017, l’ENI ha informato gli azionisti che non esistevano legami contrattuali con Petro-Services in Congo.

Ma dalle ultime rivelazioni da parte dell’Espresso e del Fatto Quotidiano, emerge però che questa risposta è stata quantomeno fuorviante: infatti, Eni sembrerebbe aver avuto rapporti commerciali con Petro-Services che risalgono almeno al 2012 e proseguono almeno fino al 2017. Ci sarebbero riscontri sul fatto che l’ENI avrebbe pagato Petro-Services per quasi 105 milioni di dollari durante il suddetto periodo. Sempre secondo quanto ci riportano gli organi di stampa, la relazione tra ENI e Petro Services sarebbe stata così significativa da essere a volte gestita direttamente da Alexander Haly e Roberto Casula. Prendendo atto dell’informazione pubblicata da L’Espresso e dal Fatto secondo la quale Petro-Services condividerebbe il numero di casella postale BP 4801 con Elengui Limited, società di proprietà della moglie dell’amministratore delegato, Claudio Descalzi, tra le altre cose abbiamo chiesto:

  • Roberto Casula è stato messo in congedo perché implicato nella “vicenda Congo”?
  • Chi tra Maria Paduano, Alexander Haly, Ernest Olufemi Akinmade è attualmente impiegato dall’ENI?
  • Perché lo scorso anno l’ENI non ha rivelato tutta la verità agli azionisti in merito alle sue relazioni commerciali con PetroServices?

Dopo l’assemblea, alle ore 19 presso Zazie nel Metro, via Ettore Giovenale 16 a Roma, sulla complessa situazione in Basilicata sarà propriettato il video “Mal d’Agri 2019”, realizzato dai documentaristi lucani Mimmo Nardozza e Salvatore Laurenzana e prodotto da Re:Common.

Per seguire il live tweeting dell’assemblea degli azionisti dell’Eni e gli interventi degli azionisti critici: @lucamanes – @Recommon

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