
Ci potrebbero essere a breve delle novità positive per le comunità del lago Turkana, in Kenya. Il governo di Nairobi e quello etiope, infatti, sarebbero vicini a un accordo per dirimere l’annosa controversia riguardante gli impatti sul lago e sull’habitat circostante – e di conseguenza anche sulla popolazione locale – della diga Gibe III.
Il mega sbarramento si trova sul fiume Omo, in Etiopia, il maggior tributario del Turkana che, a causa delle profonde modifiche della portata dei flussi idrici, rischia una riduzione consistente del suo livello delle acque, anche fino a 10 metri.
Il lago Turkana fornisce mezzi di sostentamento a migliaia di persone che vivono nell’area, per lo più pastori e pescatori. Grazie alla mediazione del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), c’è la possibilità che sia realizzato un progetto comune dei due paesi coinvolti nella vicenda che limiti le conseguenze negative dell’opera, fortemente voluta da Addis Abeba, peraltro in conflitto con l’Egitto per un altro progetto idroelettrico sul Nilo Bianco (la Grand Ethiopian Renaissance Dam ).
Val la pena poi ricordare che la diga di Gibe III è la terza esistente sul fiume Omo e sui suoi affluenti. Le opere precedenti erano state anche finanziate dalla cooperazione italiana, che però ha preferito non offrire il suo sostegno a Gibe III.
La notizia dei progressi nelle trattative sulla delicata questione sono state accolte con favore da Akil Angelei, presidente dell’associazione The Friends of Lake Turkana, che ha anche sottolineato come sia già un risultato che, rispetto a quanto accaduto in passato, le autorità di Nairobi riconoscano che la diga comporta degli effetti negativi sul lago.