Azerbaigian, a rischio i finanziamenti per il corridoio sud del gas?

bandiera dell’Azerbaigian, foto © Berber Verpoest

La stretta repressiva sulla società civile azera potrebbe costare cara al governo di Baku. L’Iniziativa Internazionale sulla Trasparenza nell’Industria Estrattiva (EITI) ha infatti concesso non più di quattro mesi all’esecutivo del Paese caucasico per modificare la normativa sulle Ong – che di fatto hanno un margine di manovra molto ridotto e non sono libere.

L’EITI è un’iniziativa volontaria, con base a Oslo, in Norvegia, di cui fanno parte governi, imprese e Ong, che già nel 2015 aveva “declassato” l’Azerbaigian per il suo atteggiamento molto oltranzista nei confronti della società civile e degli oppositori – che abbiamo più volte raccontato sul sito di Re:Common (a questi link alcuni articoli: 12 3 ).

Va sottolineato che, in mancanza di progressi significativi, i finanziamenti delle Istituzioni Finanziarie Internazionali, in primis Banca mondiale e Banca europea per gli investimenti, per il Corridoio Sud del Gas potrebbero volatilizzarsi. Troppo “ingombrante” sarebbe il permanere del contrasto tra l’EITI e l’Azerbaigian, che porterebbe di conseguenza a una sospensione formale dall’Iniziativa.

Il mega gasdotto ha un costo stimato di 46 miliardi di dollari e comprende come tratto finale il contestatissimo TAP (Trans Adriatic Pipeline).

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