
Turan News Agency è l’ultima realtà indipendente del giornalismo azero. O forse faremmo meglio a scrivere era, visto che ormai è a un passo dalla chiusura, temiamo in maniera definitiva.
A inizio agosto la autorità fiscali di Baku hanno dato avvio a un’indagine sulla Turan News, mentre pochi giorni fa il direttore dell’agenzia, Mehman Aliyev, è stato condannato a tre mesi di prigione in attesa del processo per evasione fiscale, attività imprenditoriale illegale e abuso di potere. Accuse ricorrenti per i prigionieri politici che sono tuttora (si calcola ammontino a oltre 150) o sono sono passati negli anni per le carceri dell’Azerbaigian.
Aliyev ha già preannunciato lo stop delle attività di Turan News a inizio settembre. Intanto continua a essere in stato di detenzione Afgan Mukhtarli, di cui avevamo raccontato l’assurda vicenda lo scorso giugno. Nonostante gli appelli giunti da più parti, ancora non è dato sapere quando Mukhtarli sarà liberato. Ma Re:Common, tra gli altri, ha seguito molto da vicino pure le traversie della giornalista investigativa Khadija Ismayilova, protagonista della graphic novel “L’Alleato Azero”, di cui si parlerà durante un incontro in programma il 6 settembre sera a Otranto, nell’ambito della nona edizione della manifestazione “Giornalisti del Mediterraneo”.
In Azerbaigian, è doveroso sottolinearlo, mentre i giornalisti “sgraditi” al potere finiscono sovente nelle patrie galere, quelli “amici” si ritrovano a godere di un trattamento privilegiato. Di recente il presidente Ilham Aliyev ha garantito un’abitazione a più di 250 esponenti del mondo dei media (ovviamente tutti del fronte filo-governativo). L’esecutivo di Baku gioca d’anticipo, visto che nell’ottobre del 2018 sono in programma le elezioni presidenziali?