
Giorgi Gogia – ricercatore di Human Rights Watch – è stato fermato per 31 ore dalle autorità dell’Azerbaigian presso l’aeroporto di Baku. Si stava recando al tribunale della capitale per assistere a una delle audizioni di due degli attivisti arrestati lo scorso anno: Rasul Yafarov e Intigam Aliyev.
Come loro, ha dedicato la sua vita alla difesa dei diritti umani in una regione complessa, quella del Caucaso del Sud. Riportiamo di seguito il blog che ha scritto appena lasciato il paese, dopo che le autorità hanno ridato il suo passaporto direttamente al personale dell’aereo che doveva riportarlo a casa. Esattamente quando l’audizione era finita, e quindi lui non ha potuto assistervi.
Riprendiamo le parole di Intigam Aliyev, avvocato paradossalmente arrestato proprio per il suo lavoro in difesa dei diritti umani, che Giorgi ha ricordato: “Chi difende i diritti umani, i prigionieri politici e denuncia le frodi elettorali è considerato un criminale in questo paese. Quindi, io sono uno di questi criminali”.
Davvero un ottimo biglietto da visita per il paese che si appresta a ospitare i primi giochi Olimpici europei a giugno di quest’anno, e che l’Europa ha scelto come partner nella realizzazione di uno dei più grandi progetti energetici mai visto, il cosiddetto Corridoio Sud del gas, di cui il TAP – il gasdotto Trans Adriatico – che dovrebbe arrivare in Puglia è una componente centrale. Ma è davvero su queste basi che l’Europa vuole costruire la propria “sicurezza energetica”?
http://www.hrw.org/news/2015/03/31/dispatches-31-hours-marooned-azerbaijan-s-airport