6. Un giudice italiano ha già riconosciuto che esiste “l’adesione consapevole ad un progetto predatorio a danno dello Stato nigeriano”

Lo spazio non ci permette di affrontare nel dettaglio le altre gravi omissioni ed inesattezze presenti nella pubblicazione dell’Eni. Basti dire che respingiamo l’affermazione che deriveranno “Da OPL 245 grandi benefici per il popolo nigeriano” [1] o che il prezzo pagato da Eni e Shell è stato giusto[2]. Incoraggiamo inoltre gli azionisti e il pubblico a leggere la sentenza del giudice Giuseppina Barbara che condanna Chukwuemeka Obi e Gianluca Di Nardo per complicità nella corruzione internazionale per la loro parte nell’affare OPL 245. Il giudice Barbara ha stabilito, tra l’altro, che:

“il management delle compagnie petrolifere ENI e Shell . . . è stato pienamente a conoscenza del fatto che una parte degli 1.092 miliardi di dollari pagati sarebbe stata utilizzata per remunerare i funzionari pubblici nigeriani, che hanno avuto un ruolo in questa vicenda e che come ‘squali’ famelici ruotavano intorno alla preda. Si è trattato non di mera connivenza, ma di adesione consapevole ad un progetto predatorio in danno dello Stato nigeriano, che comunque all’esito avrebbe visto anche un ritorno economico diretto per tutti o alcuni – non compete a questo giudice indicarlo essendo gli altri originari coimputati sub judice – dei manager coinvolti, quantomeno di ENI” (p.283 della sentenza n.2232/18 del giudice Giuseppina Barbara, procedimento 54772/13 R.G.N,R. 17804/17 R.G.GIP.)[3].

Spetta naturalmente al Tribunale di Milano decidere se condannare o meno i dirigenti dell’Eni attualmente sotto processo per presunte tangenti. Notiamo semplicemente che un tribunale italiano ha già emesso due condanne[4] sulla base di un’indagine che è scaturita dalla nostra denuncia originaria alla Procura di Milano; e ci chiediamo perché questo non sia menzionato nella pubblicazione dell’Eni.


[1]    https://www.eni.com/it-IT/media/caso-opl245-processo-nigeria/benefici-popolo-nigeriano-opl245.html

[2]    Eni afferma: “Il prezzo finale pagato da Eni per l’acquisizione dei diritti di esplorazione sul Blocco è congruo e ragionevole alla luce: delle caratteristiche dell’OPL 245; dei termini contrattuali; dell’evoluzione storica del mercato petrolifero nigeriano e internazionale.” https://www.eni.com/it-IT/media/caso-opl245-processo-nigeria/costo-operazione-eni-opl245.html

[3]    Sentenza n.2232/18 del giudice Giuseppina Barbara, procedimento 54772/13 R.G.N,R. 17804/17 R.G.GIP., 20.09.2018, Tribunale Ordinario di Milano, Ufficio del Giudice per le indagini preliminari.

[4]    Sentenza n.2232/18 del giudice Giuseppina Barbara, procedimento 54772/13 R.G.N,R. 17804/17 R.G.GIP., 20.09.2018, Tribunale Ordinario di Milano, Ufficio del Giudice per le indagini preliminari.

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