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Banche attente, la TAP è un rischio. E viola gli equator principles…

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copertina del report

La rete europea Counter Balance, di cui fa parte Re:Common, insieme a Banktrack oggi hanno pubblicato un’analisi che mette in guardia gli istituti di credito sulle ricadute negative legate a un potenziale finanziamento del gasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline), che violerebbe gli Equator Principles, ovvero le linee guida sulla gestione del rischio che 89 tra le principali banche del Pianeta si sono date nel corso degli ultimi due decenni. Il terzo set di Equator Principles, attualmente in vigore, è stato implementato nel 2013.

Il rapporto dei due network della società civile del Vecchio Continente arriva alla vigilia dell’incontro d’alto livello in programma in Azerbaigian dell’Advisory Council sul Southern Gas Corridor, la mega pipeline che parte proprio da Baku e di cui la TAP è l’ultimo segmento. Le violazioni segnalate da BankTrack e Counter Balance riguardano le consultazioni e i lavori di preparazione in Italia, Grecia e Albania, che stanno causando conseguenze sfavorevoli sulle comunità locali. Sebbene in Salento non si possa ancora parlare di inizio lavori, i presupposti per le violazioni ci sarebbero comunque e riguarderebbero anche qui la fase di consultazione e preparazione.

Il meeting in programma in Azerbaigian prevede interventi di esponenti dei governi attraversati dall’opera, delle banche multilaterali di sviluppo interessate, della Commissione europea e degli Usa.

Tra le istituzioni multilaterali coinvolte, spicca la Banca europea per gli investimenti (BEI), a cui dal consorzio TAP è stato chiesto un prestito record di 2 miliardi di euro. Proprio alla BEI sono stati inoltrati almeno 13 ricorsi da rappresentanti delle comunità impattate nei 3 paesi che “ospiteranno” il  gasdotto (Italia, Grecia e Albania). Le denunce sono relative a controversie sulle compensazioni inadeguate per i proprietari terrieri, sul processo di acquisizione delle terre e, in Italia, sull’inadeguatezza del progetto, che ha dato la stura a una serie di ricorsi legali.

“Le banche si devono fare un’idea ben precisa di come il Consorzio TAP stia operando sui territori, al netto della propaganda veicolata tramite i governi interessati”, ha dichiarato Elena Gerebizza di Re:Common. “Gli impatti sull’ambiente e sulle comunità locali sono molto pesanti e confliggono con gli Equator Principles, motivo per cui gli istituti di credito europei non devono investire in questo progetto. Altrimenti rischiano un nuovo danno alla loro immagine, così come successo di recente alle banche che stanno finanziando il Dakota Access Pipeline negli Stati Uniti”, ha concluso la Gerebizza.

Per leggere l’analisi di Banktrack e Counter Balance: http://www.counter-balance.org/wp-content/uploads/2017/02/The-TAP-project_identified-non-compliance-with-the-Equator-Principles.pdf

Guarda il video girato da Re:Common sulla rotta del TAP in Grecia: https://www.youtube.com/watch?v=KiaA-SkzTQw

Guarda il webdoc “Walking the Line”: http://www.recommon.org/walking-the-line-il-webdoc-sul-tap/

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