Repressione Oromo, UE sorda

Un momento della manifestazione di ieri davanti al parlamento di Bruxelles - foto da Nigrizia.it


Fonte
: Nigrizia.it

di François Misser

«L’Ue deve smetterla di finanziare il brutale regime etiopico che ha aperto il fuoco su delle manifestazioni pacifiche». I circa 300 attivisti della diaspora oromo (etnia dell’Etiopia), provenienti da tutta Europa, hanno spiegato così la protesta di ieri davanti al parlamento europeo di Bruxelles (e anche a Roma).

Manifesti e striscioni per denunciare le 140 vittime della repressione scatenata contro gli oppositori del progetto di estensione della “Grande Addis Abeba”, che rischia di privare migliaia di oromo delle loro terre ancestrali. I manifestanti si sono anche detti indignati per l’accoglienza che le istituzioni europee hanno riservato al ministro degli esteri etiopico Tedros Adhamon.

Anche se due giorni fa il governo ha annunciato voler abbandonare il progetto urbanistico, gli oromo non si fermano e vogliono la liberazione delle migliaia di contadini e di studenti arrestati. Inoltre, spiega a Nigrizia Oli Muluneh, rappresentante dell’associazione oromo in Belgio, si chiede che l’Ue condizioni la cooperazione allo sviluppo con l’Etiopia alla cessazione della repressione.

Anche l’organizzazione americana Human Rights Watch ha chiesto, il 12 gennaio, all’Ue di condannare «l’uso della forza da parte dell’Etiopa nei confronti delle proteste oromo».

Ma le istituzioni europee non sembrano intenzionate a sanzionare Addis Abeba. Lo scorso dicembre, il portavoce della Commissione europea aveva chiesto a tutte le parti ad astenersi dalla violenza e poi, pur facendo le condoglianze alle famiglie delle vittime, si è ben guardato dal condannare il governo etiopico.

Mercoledì scorso, Federica Mogherini, responsabile della politica estera e della sicurezza dell’Ue, dopo aver incontrato Tedros Adhamon, si è limitata a dire che le misure prese dal governo etiopico sulla vicenda oromo sarebbe stata oggetto di discussione in sede Ue.

L’Unione europea, ha spiegato la Mogherini vuole prima di tutto continuare ad essere il primo partner economico dell’Etiopia e dunque continuerà la sua politica di cooperazione. Sono in ballo risorse per consentire ad Addis Abeba di affrontare la siccità e poi rimane in problema dei 750mila rifugiati che il paese del Corno d’Africa deve gestire. L’Ue considera che l’Etiopia abbia un ruolo cruciale per la sicurezza della regione e perciò continuerà a sostenerla.

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