Diffida con richiesta di rettifica di ENI e chiarimenti di ReCommon in merito alle affermazioni relative alle operazioni di flaring dell’impianto Coral South FLNG diffuse tramite canali social e il report “Fiamme nascoste”

[ENI]
1.1. In data 01 Luglio 2026, sui profili social ufficiali (Instagram e altri canali) di ReCommon (di seguito “ReCommon” o “l’Associazione”) sono stati pubblicati una serie di contenuti, nell’ambito di una campagna di comunicazione, recanti tra l’altro le seguenti affermazioni: «ENI in Mozambico distribuisce fornelli mentre ‘brucia’ gas»; «ENI brucia il gas del Mozambico, mentre distribuisce fornelli»; nonché l’affermazione secondo cui, tra giugno e dicembre 2022, le operazioni di flaring avrebbero comportato lo spreco di 435.000 metri cubi di gas, pari a circa il 40% del fabbisogno annuo del Mozambico, e l’affermazione secondo cui, del gas prodotto e liquefatto presso l’impianto Coral South FLNG, nessuna quota sarebbe utilizzata in Mozambico (di seguito, congiuntamente, i “Contenuti”).

1.2. I Contenuti richiamano espressamente il report pubblicato da ReCommon nel marzo 2025, dal titolo “Fiamme nascoste – Il flaring di Eni in Mozambico” (di seguito il “Report”), e sono stati diffusi in stretta connessione temporale e argomentativa con l’iniziativa di cleancooking recentemente comunicata da Eni in Mozambico, nell’ambito della quale la Società ha distribuito oltre 200.000 fornelli a basse emissioni a beneficio di circa un milione di persone.

1.3. Nei Contenuti si lascia intendere, in particolare, che i benefici ambientali connessi all’iniziativa di cleancooking sarebbero “vanificati” dal gas asseritamente “sprecato” attraverso l’impianto Coral South FLNG, accostando così, senza le necessarie precisazioni tecniche e temporali, due iniziative di natura e contesto del tutto differenti.



[1]https://www.recommon.org/assemblea-degli-azionisti-di-eni-il-gas-mozambicano-non-serve-per-la-sicurezza-energetica-italiana/; https://www.recommon.org/perche-gli-istituti-finanziari-dovrebbero-lasciar-perdere-il-progetto-coral-north-flng-di-eni/; https://www.recommon.org/mozambico-gas-ed-eni-tutte-le-incognite-di-coral-north-flng/; https://www.recommon.org/il-nuovo-progetto-di-eni-in-mozambico-fortemente-criticato-dagli-esperti-delle-nazioni-unite-sui-diritti-umani/.

[2]https://www.eni.com/it-IT/azioni/attivita-mondo/mozambico.html

[3]https://www.eni.com/content/dam/enicom/documents/eng/sustainability/2024/Eni-in-Mozambique-2024.pdf (pag. 16)

[4]https://www.eni.com/it-IT/media/comunicati-stampa/2024/05/eni-rilancia-impegno-promozione-sistemi-cottura-migliorati.html

[5]https://www.eni.com/content/dam/enicom/documents/ita/sostenibilita/2025/eni-for-2025-just-transition-ita.pdf


[ENI]

Eni contesta radicalmente la ricostruzione dei fatti offerta nei Contenuti, per le ragioni che seguono.

2.1. Sulla natura del flaring.

Il flaring costituisce una prassi industriale necessaria per la sicurezza delle attività di estrazione e produzione di idrocarburi, riconosciuta e disciplinata dagli standard internazionali di settore, e non un’anomalia gestionale né, tantomeno, una condotta deliberatamente lesiva dell’ambiente.

Gli standard internazionali distinguono infatti tra: (a) routine flaring, ossia la combustione controllata e continuativa del gas associato all’estrazione, effettuata in assenza di infrastrutture idonee al suo sfruttamento – tipologia non applicabile all’impianto Coral South FLNG; (b) non-routine flaring, riconducibile a eventi operativi straordinari quali l’avviamento (commissioning) o il riavvio dell’impianto, di carattere occasionale, temporaneo e non pianificato; (c) safetyflaring, misura di sicurezza volta a prevenire sovrapressioni e a garantire l’incolumità di persone e impianti in presenzadi eventi imprevisti. Presentando, come ha fatto ReCommon nel suo Report, indistintamente ogni episodio di flaring quale “spreco” ovvero quale prassi ordinaria e deliberata, i Contenuti ingenerano nel pubblico una rappresentazione errata e fuorviante della realtà tecnica e operativa dell’impianto.



[1]“[…] emissions of carbon dioxide, unburned methane, and other air quality pollutants that are harmful to local communities and the global climate”. https://thedocs.worldbank.org/en/doc/b34e0c054bb3fe3695e70154c28eef3f-0400072026/original/Global-Gas-FlaringTracker-June-23-2026.pdf(pag. 28)


[ENI]
2.2. Sulla conformità delle emissioni alla Valutazione di Impatto Ambientale.

Le emissioni dell’impianto Coral South FLNG sono conformi alla Valutazione di Impatto Ambientale approvata dalle competenti Autorità mozambicane. L’impianto presenta performance produttive stabili e rappresenta un benchmark di settore in termini di “zero operational flaring” a regime.



[1]https://stopmozgas.org/wp-content/uploads/2022/04/Assessment_EIA-ENI-CORAL-FLNG-2016.03.31_EIS_Volume_II_Final_Report.pdf

[2]https://thedocs.worldbank.org/en/doc/b34e0c054bb3fe3695e70154c28eef3f-0400072026/related/Flare-Volume-Estimates-by-individual-Flare-Location-2012-2025.xlsx

[3]La metodologia di stima delle emissioni da gas flaring e monitoraggio dei volumi si basa sui criteri tecnici definiti in: World Bank, Monitoring & Reporting Guidelines for Flare Reduction CDM Project Activities (https://documents.worldbank.org/en/publication/documents-reports/documentdetail/830941468149112351).

[4]https://www.eni.com/content/dam/enicom/documents/eng/actions/global-activities/mozambique/140-CORAL-GM-2026-CS-GHG-Emissions-Statement-2025.pdf

[5]https://www.ohchr.org/en/press-releases/2026/03/mozambique-un-experts-concerned-african-development-bank-funding-floating

[6]https://www.eni.com/content/dam/enicom/documents/eng/actions/global-activities/mozambique/140-CORAL-GM-2026-CS-GHG-Emissions-Statement-2025.pdf


[ENI]

2.3. Sugli episodi di flaring documentati nel Report.

Gli episodi di flaring di maggiore entità richiamati nel Report si riferiscono, per la quota preponderante, alla fase di avviamento (commissioning) dell’impianto Coral South, verificatasi nel corso del 2022, e non riflettono pertanto le performance operative attuali dell’impianto. Nel corso del 2025 si sono verificati solamente 7 (sette) episodi di riavvio, dato che si colloca favorevolmente rispetto al benchmark di settore per impianti analoghi. In tali episodi è stata bruciata esclusivamente la quantità di gas strettamente necessaria a garantire la sicurezza delle persone e degli impianti, come previsto in sede progettuale. La rappresentazione fotografica e i dati riportati nel Report di ReCommon, riferiti a specifici e limitati episodi, non sono rappresentativi del funzionamento dell’impianto nella restante parte dell’anno, né distinguono adeguatamente tra la fase di messa in servizio dell’impianto e la fase di funzionamento a regime.



[1]https://www.eni.com/content/dam/enicom/documents/ita/governance/assemblea/2025/QA-Assemblea-2025.pdf

[2]https://www.eni.com/content/dam/enicom/documents/ita/governance/assemblea/2026/qa-assemblea-2026.pdf


[ENI]
2.4. Sull’affermazione relativa alla destinazione del gas prodotto.

L’affermazione presente nei Contenuti, secondo cui “di tutto il gas prodotto e liquefatto presso Coral South FLNG, neanche un metro cubo viene usato in Mozambico”, appare fuorviante in quanto sovrappone impropriamente due piani distinti: quello della destinazione fisica del gas esportato sotto forma di GNL, e quello del beneficio economico che il progetto genera per il Mozambico.

Sotto il primo profilo, il progetto Coral South FLNG nasce, per sua stessa natura progettuale, come impianto di liquefazione offshore destinato all’esportazione verso i mercati internazionali, in assenza – allo stato – di un’infrastruttura di rigassificazione e di una rete di distribuzione del gas naturale sul territorio mozambicano idonee ad assorbire e utilizzare internamente il GNL prodotto. Tale caratteristica è comune alla generalità dei progetti FLNG realizzati in contesti analoghi e riflette vincoli infrastrutturali del Mozambico preesistenti allo sviluppo del progetto stesso, piuttosto che una scelta della Società volta a sottrarre risorse al Paese.

Sotto il secondo profilo, il progetto genera per il Mozambico un beneficio economico rilevante e documentabile, che l’affermazione contestata omette integralmente di considerare: i benefici economici diretti per il paese (Royalties e Profit Gas) derivanti dal contratto per lo sfruttamento delle risorse di gas (ad oggi circa 320 milioni di dollari) hanno contribuito ad alimentare il Fondo Sovrano istituito dallo Stato mozambicano nel 2023; il progetto Coral South è stato inoltre indicato, secondo stime del Fondo Monetario Internazionale, come fattore che ha concorso in modo sostanziale alla crescita del Prodotto Interno Lordo del Mozambico nel 2023. A ciò si aggiungono le ricadute occupazionali e di sviluppo del tessuto imprenditoriale locale (oltre 100 contratti assegnati ad aziende mozambicane, oltre 120 PMI formate, oltre 700 borse di studio erogate, creazione di oltre 1400 posti di lavoro diretti e indiretti), nonché le iniziative di sviluppo sociale realizzate nelle aree di operatività, che nel loro complesso restituiscono un quadro del tutto diverso da quello, parziale e decontestualizzato, offerto dall’affermazione contestata.

Anche a prescindere da tali elementi, l’affermazione secondo cui “neanche un metro cubo” di gas sarebbe utilizzato in Mozambico è presentata nei Contenuti come dato assoluto, privo di qualificazioni e senza alcun richiamo al contesto sopra descritto, così da ingenerare nel pubblico l’erronea convinzione che il progetto non offra alcun beneficio, diretto o indiretto, al Paese ospitante.
 



[ENI]
2.5. Sull’accostamento tra il Report e l’iniziativa di clean cooking

L’accostamento operato nei Contenuti tra episodi di flaring risalenti in gran parte al 2022 e un’iniziativa avente, tra gli altri, risvolti di carattere sociale e ambientale di recente comunicazione appare privo di reale attinenza cronologica e argomentativa, ed è idoneo a ingenerare nel pubblico l’erronea convinzione che si tratti di fenomeni contestuali e reciprocamente compensativi, gettando discredito su un’iniziativa di cui ha effettivamente beneficiato circa un milione di persone in Mozambico.




[ENI]
3.1. Le condotte sopra descritte, per le modalità con cui sono state poste in essere – diffusione pubblica, tramite canali social a larga diffusione, di affermazioni non veritiere, decontestualizzate e/o fuorvianti, idonee ad essere percepite dal pubblico come dati di fatto oggettivi e attuali, in assenza delle necessarie precisazioni tecniche e temporali – sono suscettibili di arrecare pregiudizio alla reputazione commerciale e all’immagine di Eni, come peraltro dimostrato dalle richieste di chiarimento pervenute da diversi stakeholder a seguito della pubblicazione del Report.

3.2. Tali condotte, ove reiterate o non tempestivamente rettificate, sono suscettibili di integrare gli estremi dell’illecito aquiliano ex art. 2043 c.c., per lesione del diritto all’immagine e alla reputazione economica della Società, oltre a poter rilevare, a seconda delle circostanze, sotto ulteriori profili di responsabilità che la Società si riserva sin d’ora di valutare e di far valere nelle competenti sedi.

Tutto ciò premesso, con la presente Eni, senza alcuna rinuncia rispetto a ogni diritto e azione ulteriore che riterrà di esercitare a tutela dei propri interessi, diffida (vedi sotto contenuto della diffida)



codesta spett.le Associazione ReCommon a:

1) cessare immediatamente la diffusione, tramite i propri canali social e ogni altro mezzo di comunicazione, dei Contenuti, nella parte in cui presentano gli episodi di flaring relativi all’impianto Coral South FLNG quale fenomeno attuale, ordinario e deliberato, senza le doverose e corrette precisazioni circa la loro natura tecnica, la loro collocazione temporale (segnatamente, la fase di commissioning del 2022) e la loro conformità alla normativa e alla Valutazione di Impatto Ambientale applicabile;

2) pubblicare, sui medesimi canali social sui quali sono stati diffusi i Contenuti e con analoga evidenza e durata, entro e non oltre 10 (dieci) giorni dal ricevimento della presente, una rettifica/precisazione che dia atto: (i) della distinzione tra routine, non-routine e safetyflaring, e del fatto che l’impianto Coral South FLNG non pratica routine flaring; (ii) del fatto che gli episodi di flaring di maggiore entità richiamati nel Report si riferiscono principalmente alla fase di avviamento dell’impianto (2022) e non riflettono le performance operative attuali dell’impianto, il quale presenta “zero operationalflaring” a regime; (iii) del fatto che le emissioni dell’impianto sono conformi alla Valutazione di Impatto Ambientale approvata dalle Autorità competenti;

 3) astenersi, in futuro, dal diffondere affermazioni prive di adeguato riscontro fattuale e non correttamente contestualizzate in merito alle attività di Eni in Mozambico. Si precisa che, in un’ottica di leale e trasparente confronto sul merito delle questioni ambientali sollevate – che Eni non intende in alcun modo sottrarre al dibattito pubblico – la presente diffida non contiene alcuna richiesta di risarcimento del danno, fermo restando che la Società si riserva ogni più ampia facoltà ivi, comprese le iniziative giudiziarie a tutela dei propri diritti, ove le condotte sopra descritte dovessero proseguire o essere reiterate. Si resta in attesa di cortese riscontro entro il medesimo termine di 10 (dieci) giorni dal ricevimento della presente, decorso inutilmente il quale la Società si riterrà libera di agire atutela dei propri diritti e interessi nelle sedi opportune, senza ulteriore preavviso. La presente vale quale messa in mora e atto interruttivo di ogni termine di prescrizione e/o decadenza a tutti gli effetti di legge.


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