Le dighe in Etiopia e il lago che rischia di sparire in Kenya

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Lago Turkana, foto di AdamPG, CC-BY-SA-3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/), via Wikimedia Commons

Il livello delle acque del lago Turkana, in Kenya, si è pericolosamente abbassato, mettendo a rischio l’ecosistema e il sostentamento delle popolazioni locali. L’allarme è stato lanciato nelle ultime settimane da Human Rights Watch. L’organizzazione ritiene che il governo etiopico abbia fatto poco o nulla per mitigare gli impatti del controverso sistema di Gilgel Gibe nella valle del fiume Omo, affluente del lago.

L’ultimo gigantesco sbarramento, Gibe III, è stato inaugurato nel dicembre del 2016 nella parte meridionale della valle, ma già dal 2015 l’acqua veniva raccolta in un serbatoio dietro la diga, impedendole di fluire e alimentare così il lago Turkana.

L’innalzamento di immense barriere di cemento sull’Omo per l’esecutivo di Addis Abeba costituisce la pietra angolare di un mega-progetto di sviluppo agricolo ed energetico. Human Rights Watch ammonisce però che più le piantagioni si sviluppano e più acqua sarà deviata nei terreni e sottratta al lago, i cui livelli sono scesi di circa 1,5 metri negli ultimi due anni (novembre 2014) provocando il ritiro del litorale di 1,7 chilometri.

Le dighe, insieme al cambiamento climatico, minacciano le esistenze delle comunità locali che vivono di pesca e allevamento nella Valle dell’Omo e attorno al Lago Turkana, alle quali cominciano a mancare le fonti primarie di sostentamento.

Secondo la previsione fatta nel 2012 da idrologi indipendenti, una volta completati i piani di sviluppo i livelli di acqua del lago Turkana scenderanno di circa 20 metri. Ma il governo etiopico ha già annunciato la costruzione di Gibe IV, un nuovo investimento da 1,6 miliardi di dollari. Così come Gibe III e le sue “sorelle”, anche Gibe IV sarà costruita dall’italiana Salini, molto probabilmente con il sostegno della Sace, l’agenzia di credito all’export del nostro Paese.

Human Rights Watch denuncia anche l’immobilità delle autorità del Kenya, che non hanno esercitato le dovute pressioni su Addis Abeba per mitigare i danni e non hanno informato le comunità locali dell’impatto del progetto.

Per saperne di più: http://www.recommon.org/che-cosa-ce-da-nascondere-nella-valle-dellomo/

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